Giovedì 16 Agosto 2007 16:01

Il Top Spin Parte 3

Scritto da gianpiero
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Il Top Spin - Parte 3°

Questo articolo è tratto dal Blog di Costantini, sull'articolo originale ho effettuato solo alcuni piccoli tagli ed aggiustamenti grafici, l'articolo spiega in modo esaustivo e dettagliato tutte le fasi fisiche e tecniche dell'esecuzione dei principali colpi del Tennis Tavolo ed in particolare del Top Spin. In questa terza parte Costantini spiega l'Impatto e Accellerazione

Parte 3 - Impatto e Accellerazione

Personalmente penso che questa fase sia la più affascinante e se vogliamo la più squisitamente tecnica, una fase dove si apprezza maggiormente quello che viene definito “il tocco di palla”. Nel momento dell’impatto avviene la trasformazione dell’idea teorica in realizzazione pratica, nel senso che nei momenti immediatamente prima dell’impatto, mentalmente ci siamo costruiti un disegno tattico e nell’attimo in cui si tocca la palla lo si rivela all’avversario.
Molti di voi crederanno che i colpi non avvengano in maniera così coscienziosa ma che il tutto sia abbastanza istintivo e si lascia la parte mentale ai giocatori di altissimo livello. E’ un’impostazione sbagliata, questa conclusione è solo il frutto di una mancata partecipazione mentale al gioco o, per meglio dire, ad una pigrizia mentale, nel senso che non siamo abituati a ragionare mentre si gioca.
Naturalmente occorre allenamento, esercitazione, consapevolezza di ciò che si esegue, ma sono tutte cose superabili, facilmente superabili. Si tratta di non giocare solo con il fisico ma anche con il cervello. Quante volte si è sentito dire come il pingpong è uno sport tra i più difficili. La risposta sta nel come ci applichiamo e come ci avviciniamo alla pratica sportiva. Nel pingpong moderno trovo questo elemento indispensabile, riservato non solo ad alcuni eletti ma a tutti quelli che vogliono giocare a pingpong.
A parte le implicazioni di tipo antropologico, torniamo al nostro argomento principe. Affrontiamo il colpo cercando di seguirne le fasi che abbiamo descritto:
-abbiamo osservato la palla partire dalla racchetta dell’avversario (parte delicatissima, dove avviene la comprensione della palla)
- ci facciamo un’idea della qualità della palla intesa come velocità, tipo rotazione e direzione
- organizziamo la preparazione ed il carico del colpo, supponiamo un topspin.
- cominciamo a spostare il peso del corpo verso la palla avendo cura di gestire l’asse braccio-spalla-anca per iniziare l’approccio alla palla in modo gentile, con una velocità pressoché nulla e con una sorta di pretensionamento del colpo (come se voleste colpire ma qualcuno vi trattiene)
- è arrivato il momento dell’impatto e accelerazione
In questo istante avremo già deciso il colpo, attraverso l’inclinazione della racchetta, la tensione del braccio, l’impugnatura e la direzione che vorremmo dare.
Tutto ha inizio da come ci siamo impostati. E’ ovvio che l’impatto è determinato dalla posizione della racchetta, ed è anche ovvio che avendo una superficie curva da colpire gli effetti del colpo variano completamente sia che il colpo parta dal basso, dall’alto etc.
Facciamo una piccola carrellata delle situazioni che si potrebbero verificare:
la palla è un topspin molto carico, se l’impatto è troppo violento, cioè avviene con una velocità di approccio eccessiva, si perde il controllo della palla e fatalmente si sbaglierà. Si sbaglierà nel caso in cui, anche l’inclinazione della nostra racchetta non sia adeguata rispetto alla quantità di effetto che abbiamo stabilito a priori ci sia. Gli atteggiamenti sono diversi ma con un unico comune denominatore. Il block, avendo cura di mantenere fermo l’asse spalla-braccio-avambraccio-polso cercando allo stesso tempo di creare una tensione in modo che la palla possa ripartire con una buona velocità. Si può smorzare la palla, stesso block ma con una tensione ridottissima. Si può bloccare accompagnando il movimento in avanti avendo sempre cura di non muovere il polso. Si può fare un topspin partendo con la racchetta alta e con l’inclinazione piuttosto chiusa, quasi parallela al tavolo. Si può decidere per un sidespin sia di rovescio, sia di diritto. Le opzioni come vedete sono diverse ma tutte sono governate dall’impatto, dal tocco di palla. Se il contatto con la palla avviene a velocità pressochè nulla si può accelerare nei modi che più preferiamo e a seconda, soprattutto, di quello che vogliamo ottenere dalla palla.
I migliori giocatori al mondo hanno questa caratteristica molto comune fra loro, direi che è l’unica cosa in comune che hanno i campioni. La differenza sta nella valutazione della palla che si ha quando ci viene incontro e la decisione che si prende successivamente.
In questa fase assume particolare importanza l’uso del braccio libero. In un post, pubblicato qualche tempo fa, avevo fatto notare come molte scuole, tra le orientali e le europee, fanno uso del braccio “sinistro” per controbilanciare il colpo, per dare maggior forza e per renderlo più armonioso.
Tenete conto che quando si esegue un colpo avviene questo meccanismo:
tutti sanno che ci sono muscoli agonisti e muscoli antagonisti con funzioni specifiche contrarie, se un muscolo si contrae, un altro si rilascia.
La tecnica dei colpi prevede proprio questo tipo di antagonismo, questo equilibrio: se la parte alta del corpo, in questo caso il tronco spinge la palla in avanti, la parte bassa del corpo, in questo caso le gambe, hanno un’azione frenante. La funzione del braccio “sinistro” è proprio questa, creare l’equilibrio nella parte alta del corpo, affinché non ci sia un sovraccarico della schiena che, in mancanza dell’utilizzo del braccio “sinistro”, fungerebbe da freno per evitare la torsione completa del tronco.

Ultima modifica Mercoledì 17 Ottobre 2007 09:06

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